L'angolo della Poesia - Ascolta! Tutto parla

Ascolta! Tutto parla

Non c’è un momento preciso in cui ho incontrato la poesia, ma c’è il momento in cui la poesia si è svelata a me sotto le sue mille vesti. Era un soffio di vento leggero, una goccia di rugiada su una foglia, il sorriso di un bambino, le rughe sul volto di un’anziana, il riflesso del sole tra un bicchiere di vetro appoggiato sopra ad un tavolo in giardino, l’erba sotto ai piedi nudi… Era, ed è, nella Vita che mi circonda.

                               


C’è però un luogo segreto dove la incontro, un luogo che, anche se raccontato, resta celato. Quasi sempre, un mistero anche per me. È quel luogo dove, una volta entrata, mi ha trafitta, svegliandomi e regalandomi occhi nuovi.

È la stanza del mio Essere dove è custodita la sorgente del mio silenzio. Luogo dove mi è concesso trasformare il sentire in ascolto. Luogo dove si innervano i miei cinque sensi che si abbeverano nel mondo per restituirmi la Vita nelle sue molteplici forme e dimensioni.
Uso spesso dire che quando questo succede è un “amplesso dell’anima” poiché non trovo altro paragone per esprimere un’esperienza così totalizzate e piena. Così piena da dover uscire. Ecco che la poesia prima mi abita e poi esce sottoforma di pensiero e parole.

Corpo tempio dell’Anima

Ascoltare un’anima
come si ascolta il cuore del mondo,
posando il palmo della mano
sul manto della Terra,
sentendo fremere la vita
al passare di una carezza
 
Come acqua fresca e viva raccolta tra i palmi
accogliere il respiro dell’Essere
che lo svela celandosi
come il sussurro del cuore.
Se ne percepisce il battito
accostando silenziosamente la mano al petto.
                                                        
                                                           Marianna Andreotta 
 

Amo gli incontri perché è da essi che tutto succede. E quando l’incontro è tra esseri umani, quando mi è donato di stare sulla soglia di un’altra Intimità, l’incontro stesso è poesia. Non solo ciò che percepisco, ma ciò che siamo. E così si diventa nuovi.

Un giorno trovai una poesia della grande Emily Dickinson che mi colpì così tanto da diventare copertina della mia prima raccolta di poesie. A mio parere parla dell’incontro più importante e potente che si possa avere. Quello con la propria solitudine. Quello con noi stessi.

"C'è una solitudine dello spazio,
una solitudine del mare,
una solitudine della morte,
ma queste
non sarebbero che una folla
comparata
a quel luogo profondo,
di un'anima ammessa al proprio cospetto
Finita Infinità"     

Emily Dickinson (J1695)

                            



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