Il bicchiere sempre mezzo vuoto...
Ci manca sempre qualcosa
Tratto liberamente da una Omelia di Don Luigi Maria Epicoco
Se durante la nostra vita pensiamo solo a ciò che ci manca restiamo bloccati, non viviamo realmente e restiamo in attesa che quel "qualcosa" arrivi per grazia divina.
Spesso impegniamo la nostra mente a pensare alla mancanza di amore, di riconoscimento da parte degli altri, alla mancanza di occasioni per migliorare la nostra qualità di vita. Ci manca la serenità spirituale, ci manca quella "cosa" che cambierebbe tutta la nostra vita.
Allora spesso entriamo in una spirale pericolosa, quella di maledire ciò che non abbiamo, ciò che ci manca per raggiungere quella che noi pensiamo possa essere la "perfezione". Iniziamo a vivere amareggiati, smettiamo di vedere la realtà che abbiamo intorno, percepiamo la nostra vita come ingiusta, in pratica stiamo perdendo la nostra libertà interiore di discernimento.
Il concetto evangelico è che Dio non parte dalla perfezione della nostra situazione, ma dalla realtà concreta che abbiamo davanti.
La svolta quindi non sta nella frase
“quando finalmente avrò quello che desidero" ma nel pensiero “devo smettere di fare della mancanza il centro della mia identità.” Ovvero, mi devo liberare finalmente dalla negatività e godere pienamente di ciò che ho realmente.
Smettiamo di rimandare la nostra vita,
il presente, anche se imperfetto, è il luogo in cui può accadere il cambiamento vero della nostra vita.
Il passaggio spirituale centrale per questo cambiamento è che non dobbiamo pensare che il vero cambiamento nascerà da un miracolo "esterno", ma deve nascere da un nuovo sguardo che dobbiamo essere capaci di porre sia su noi stessi che verso ciò che abbiamo intorno.
Concentrarsi sulla mancanza può avere due effetti:
Ci chiude, e quindi iniziamo a lamentarci, diventiamo cinici, ci sentiamo vittime della vita.
Oppure può aprirci, portandoci a riconoscere i veri desideri che abbiamo nell'anima, a capire cosa conta davvero, quali sono le priorità, impariamo ad aver fiducia in noi stessi e nella vita (fiducia ha la radice in Fede) e solo così riusciamo a trasformare il vuoto che sentiamo in desiderio di ricerca, mettendoci in cammino (in opera) per riempirlo.
Se continuiamo a fissarci su ciò che non abbiamo, rischiamo di non usare ciò che già abbiamo, i nostri talenti.
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