L'angolo della scienza - I giganti gassosi del sistema solare
I Giganti Gassosi
A cura di Matteo Coz
Buongiorno
a tutti e bentrovati. Oggi proseguiamo il nostro viaggio nella scienza e in
particolare alla scoperta dell’universo. Se ricordate nel primo post abbiamo
parlato della formazione della terra e della luna e avevamo lasciato in sospeso
la formazione dei grandi giganti gassosi del nostro sistema solare. Bene oggi
ci occuperemo di questo argomento.
Prima
di iniziare è importante che sappiate che gli argomenti di oggi si trovano alla
frontiera della ricerca spaziale. Le nozioni che vi racconto sono in continua
evoluzione ed è possibile che nei prossimi anni, grazie a nuovi studi, vengano
fatte nuove scoperte ampliando quindi la nostra conoscenza. State quindi
attenti ai giornali, c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire!
Nella
prima rassegna vi avevo raccontato come i pianeti rocciosi del sistema solare
si fossero formati attraverso collisioni di detriti solidi. Si ipotizza che
anche i giganti gassosi si siano formati a partire da dei nuclei rocciosi.
Le
loro dimensioni erano molto più grandi rispetto ai neonati pianeti rocciosi a
tal punto da attrarre i gas del disco proto-planetario a sé.
Nascono
così i grandi giganti gassosi che noi tutti conosciamo: Giove, Saturno, Urano e
Nettuno.
Ora
sorge una domanda, almeno a me: “Essendo giganti gassosi, esiste ancora il
nucleo roccioso da cui si sono formati o si è disintegrato?”. Per Urano e
Nettuno si è portati a credere che i relativi nuclei continuino ad esistere
mentre per Giove e Saturno la risposta è ignota. Di questi ultimi al momento
non si è riusciti a studiare in maniera precisa la loro struttura interna, ma è
stato possibile analizzarne lo strato più esterno, l’atmosfera. Grazie alle sonde Cassini-Huygens, per
Saturno, Galileo e Juno, per Giove, siamo riusciti a capire che l’atmosfera dei
due grandi giganti gassosi è principalmente composta da Idrogeno, Elio con
tracce di metano e ammoniaca.
Al
contrario, Urano e Nettuno mostrano una percentuale maggiore di metano,
ammoniaca e persino acqua rispetto ad elio ed idrogeno, da qui prendono il nome
di giganti ghiacciati. Va specificato che il termine “ghiaccio” in astrofisica
è più ampio e si considera non solo l’acqua, ma anche metano, ammoniaca e anidride
carbonica.
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| Urano fotografato da Voyager 2 |
Prima
di congedarci vi racconto due curiosità su Giove e Saturno: la grande macchia
rossa di Giove è una tempesta che continua ad imperversare da almeno il 1830,
anno della sua prima osservazione, avente un diametro più grande della Terra e
formata da venti con velocità comprese tra i 400 e i 640 chilometri orari.
Gli
anelli di Saturno sono composti principalmente da ghiaccio, ma la loro origine
è ignota. Vi sono due ipotesi principali: una sostiene che sono il prodotto di
uno scontro tra due satelliti di Saturno o tra un satellite e una cometa.
L’altra ipotesi sostiene che sono i residui della formazione di Saturno che,
non essendosi compattati, sono rimasti in orbita.
![]() |
| Anelli di Saturno fotografati da Cassini-Huygens |
Il
nostro secondo appuntamento con il mondo della scienza si conclude qui, io vi
saluto e vi do appuntamento al prossimo mese.
Grazie per aver letto questo post!
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