1989 - Sorge un sole nero che cambia la musica degli anni '90

 Screaming Trees, i precursori del Grunge

Alla fine degli anni '80 un album mi ha cambiato la percezione musicale e solo dopo parecchi anni ho scoperto che ha cambiato anche il panorama musicale del decennio successivo.


Buzz Factory, quarto LP degli Screaming Trees, l'ho scoperto grazie alla rivista "Il Mucchio Selvaggio", che negli anni '80 e '90 era un punto di riferimento per la musica underground di quel periodo.

Incuriosito dalla recensione che ne parla come un album di svolta, non solo per la band, ma per il panorama musicale punk rock del tempo, vado subito da Zabriskie Point, cuore del punk di Milano e mi metto in fila per entrare.

10/15 minuti di coda e finalmente sono al bancone per cercare Buzz Factory. Lo trovo e, senza ulteriori esitazioni, vado in cassa, pago e corro a casa per potermelo finalmente ascoltare. Al tempo non c'erano le preview su Spotify o Apple Music, quindi l'apertura di un nuovo LP era un evento eccezionale, non potevi sapere esattamente cosa ti aspettasse...

Lo metto sul piatto e intanto che scorrono le prime note, come si era soliti fare, esploro la copertina del disco. Chi ha scritto i brani, dove l'hanno registrato, chi è il produttore, se sono stati stampati mi leggo anche i testi dei brani, guardo in modo famelico le foto della band, non c'era internet e questo era l'unico modo per poter entrare in profondo contatto con quanto stavi ascoltando dallo stereo.

Alzo il volume e mi concentro sulla musica che esce potente dalle casse.

Il primo brano "Where the Twain Shall Meet" inizia con una linea di basso semplice ma di grande profondità, entra poi la batteria, semplice ma martellante, la chitarra è psichedelica, distorta al punto giusto, poi la sorpresa maggiore... La voce di Mark Lanegan entra con quella sua rugosità e intensità che subito ti fa capire che cosa ti puoi aspettare da questo LP e da questa band.

Il secondo brano nella track list è "Windows" e conferma pienamente la sensazione che si tratti di un ottimo LP.

Arrivo al terzo brano, "Black Sun Morning" che fa emergere la voce di Mark mentre la chitarra di Gary Lee e il basso di Van (i fratelli Conner) disegnano ritmo e melodia con una intensità pazzesca. Mark Pickerel alla batteria fornisce una base solidissima sulla quale tutta la band si appoggia con sicurezza. A metà brano la chitarra di Gary Lee esplode in un assolo semplice ma di grande intensità.

Dopo tre brani capisco che si tratta di un grande album, i successivi 8 brani hanno lo stesso altissimo livello di intensità, alternandosi tra ballate malinconiche e chitarre distorte e quasi impazzite. Segnalo "Flower Web" e "Yard Trip #7" tra le ballate e "Too Far Away" con "Revelation Revolution" tra i brani più tirati.

Anche il mercato underground lo capisce.
Il punk in quel periodo era ormai afflitto da asfissia, le grandi band che lo avevano lanciato si erano estinte (Sex Pistols, Clash, Stooges) a causa di droghe e vite sregolate, la musica elettronica stava prendendo inesorabilmente il predominio e non si vedeva ancora un movimento che potesse contrastarla.


Gli Screaming Trees (Gary Lee Conner alla chitarra, Van Conner al basso, Mark Lanegan alla voce, Mark Pickerel alla batteria) hanno rappresentato l'anello di congiunzione tra il punk degli anni'70 e '80 e il Grunge dei Nirvana, dei Mudhoney, dei Pearl Jam, dei Soundgarden e degli Alice in Chains che avrebbe caratterizzato tutti gli anni '90.

Per me Buzz Factory è stata la scoperta di una nuova strada da seguire, la bella sensazione che il punk non era morto ma aveva generato qualcosa che avrebbe continuato a portare nel mondo la voce di quelli che non erano nel mainstrem, che non avrei dovuto piegarmi al pop solo per mancanza di alternative.
Che avrei potuto ascoltare ancora per un po' la musica che mi ha dato sensazioni intense.

Stavo quasi per dimenticarmi di dirvi che sono riuscito a vederli dal vivo... Una manifestazione a Ceriano Laghetto (MI), credo del 1990, di cui non c'è traccia in internet, ma vi assicuro che la loro esibizione di circa 40 minuti è stata di una intensità pazzesca!

Vi lascio il link di Youtube dove potete trovare l'intero album da ascoltare

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